Masterclass tematica* con la partecipazione di Caritas Art
Dall’arte alla guerra, all’arte della pace
Alessandro Zuccari, Gaetano Lettieri
Come l’uomo ha raccontato il conflitto e immaginato la pace attraverso i secoli. Un viaggio tra arte, cristianesimo e pensiero politico, dalle immagini del potere alle forme della concordia.
Inaugurazione festival
Saluti Istituzionali
Magnifica Rettrice Antonella Polimeni
Introduce la settimana
don Gabriele Vecchione
Presentazione mostra
Antonio Soldi
Dialoghi sul presente
Tempo del mondo, tempo della vita
Sandro Veronesi, don Gabriele Vecchione, Fabrizia Sabbatin
Caducità – ovvero, esigenza d’eternità. Caducità – e tutto attorno cede. Cade – e resta in piedi, la letteratura, votata alla bellezza violenta di ciò che dura solo un istante. Non consolazione, ma redenzione, scheggia di grazia, provvisoria parola. Caducità – è Sigmund Freud, Rainer Maria Rilke, è Sandro Veronesi. Da qui un dialogo con l’autore – due volte premio Strega, con Caos calmo, Il colibrì –, una discesa alle radici del raccontare, sull’arte di resistere al collasso del mondo attraverso la pagina. Sul tempo della vita – stringato nel verso, nel nerbo di un racconto breve, nel verbo. Caducità (La nave di Teseo) è il suo ultimo libro.
Prenota gratuitamente il tuo postoGalà di danza
What good is love?
a cura di Rebecca Bianchi, Étoile del Teatro dell'Opera di Roma
con:
Rebecca Bianchi
Giacomo Castellana
Jacopo Giarda
Eugenia Brezzi
Daisy Jacobson
Michael Temporin
Erika Melcarne
Matteo Uboldi
Prenota gratuitamente il tuo postoMostra permanente su Anselm Kiefer “L’Arte sopravvivrà alle sue rovine"
Masterclass tematica* con la partecipazione di Borgo Don Bosco
Il desiderio di capire: dalle leggi della natura alla coscienza
Riccardo Faccini, Elisa Tinti
Un viaggio attraverso le diverse scale del tempo che governano
l’universo e il pianeta: dai fenomeni fisici fondamentali ai processi
della Terra, fino al rapporto tra tempo naturale e dimensione
umana.
Dialoghi sul presente
Caduta delle stelle
Vittorio Lingiardi, don Gabriele Vecchione , Fabrizia Sabbatini
Corpo – nudo, sacro, marmoreo, incorporeo. Corpo come martirio, desiderio, delirio. Scorporato – dal corpo si fugge, il corpo ci sfugge. Accorpato – singolo organo o organismo complesso, mistico plesso. Incorporare clinico rigore e vertigine del verso è delineare una cartografia della materia umana in cui la viva ferita si fa feritoria, varco da cui curarne psiche e carne. Si avvia da qui, il dialogo, meglio, un dialogato corpo a corpo, con il professor Vittorio Lingiardi, accademico ingegno consacrato a poesia e psichiatria, discipline di un corpo indisciplinato – cometa in caduta. Corpo, umano (Einaudi) è il suo ultimo libro.
Prenota gratuitamente il tuo posto
Lettura scenica
Cutter
Scritto da don Gabriele Vecchione
collaborazione drammaturgica, regia, scene e costumi di
Francesco d’Alfonso
con:
Lara Balbo, Matteo Milani,
Francesco Venerando
luci:
Paolo Jacobazzi
disegni:
Emma Favaretto
assistente alla regia:
Ahmed Marouani
Roma. Nello studio di uno psicologo, tre persone raccontano la propria storia. Christian ha diciassette anni. È cresciuto nella periferia romana in una famiglia segnata dalla violenza, dall’ab bandono e dalla precarietà. Sofija è sua madre: una donna rom che ha attraversato violenza e povertà fino a costruirsi una vita autonoma. Il compagno di Sofija, Paolo, non è il padre biologico di Christian, ma lo ha cresciuto e ama entrambi. Le loro testimo nianze si compongono progressivamente come frammenti di una stessa storia. Ognuno racconta ciò che ha vissuto, ciò che ha perduto e ciò che non è riuscito a dire agli altri. Al centro c’è Christian, ferito da un mondo nel quale ogni legame sembra portare con sé responsabilità e colpa, fino a quando il dolore trova una forma nel suo corpo. Cutter è una storia di violenza e d’amore, di errori e di fragilità. Una storia in cui il tentativo di salva re gli altri può trasformarsi, per un ragazzo, nella necessità di sacrificare se stesso.
Prenota gratuitamente il tuo postoMostra permanente su Anselm Kiefer “L’Arte sopravvivrà alle sue rovine"
Masterclass tematica* con la partecipazione di Pastificio Futuro
Davanti allo schermo. Il nulla in quattro movimenti
Pietro Masciullo, Andrea Minuz
Un viaggio dentro il rapporto tra spettatore e immagine, per interrogare il ruolo dello schermo nella cultura contemporanea e le nuove forme attraverso cui il cinema racconta il senso, l’as senza e il nulla.
Dialoghi sul presente
Malinconia
Viola Ardone , don Gabriele Vecchione, Fabrizia Sabbatini
La malinconia è una forma di resistenza. Formula di sbarramento al male. È l’ostinazione di ciò che residua fra le macerie. Nelle rovine del vissuto scava, a nude mani, Viola Ardone – narratri ce-archeologa –, fra identità in cammino e ombre di un passato dissipato. La scrittura come una lama piantata nell’innocenza – nessun paradiso artificiale a sostanziare l’infanzia, carne viva della Storia. Scampolo di storie – collettive, singole, assolute, senza assoluzione. Malinconia è ciò che scampa al crollo. Ma cosa resta di ciò che resta? Tanta ancora vita. Tanta ancora Vita (Einaudi) è il suo ultimo libro
Prenota gratuitamente il tuo postoProiezione film
Birdy - Le ali della libertà
con introduzione e commento di Kim Rossi Stuart
Birdy è un nome parlante – chi ascende al cielo, dice, ha già detto tutto. Birdy è un giovane che ha smesso di parlare – il gorgo della guerra ha inghiottito ogni parola. L’amicizia con Al, anela a restituirgli le ali, a mutare il trauma in desiderio. Nell’omonima pellicola di Alan Parker, la pazzia si fa rifugio immacolato, il silenzio muta in orazione, il gesto, muto, è l’estrema custodia di sé. Una visione al cui termine discuteremo con Kim Rossi Stuart – attore e regista prossimo alle ombre, intime ed esistenziali –, una ricerca fra le crepe della carne e l’enigma del volo.
Prenota gratuitamente il tuo postoMostra permanente su Anselm Kiefer “L’Arte sopravvivrà alle sue rovine"
Masterclass tematica* con la partecipazione di Ass. KIM
Una filosofia delle stelle cadenti
Francesco Tommasi
Oggi cadono le stelle: idee, valori, visioni del mondo sembrano spegnersi una dopo l'altra. Eppure, forse il pensiero nasce proprio qui: dal de-siderare, se l'astro manca; nel con-siderare, quando i bagliori vengono osservati consapevolmente e criticamente; componendo nuove costellazioni, laddove i corpi celesti non indicano più una direzione chiara. Non a caso, per porre le questioni decisive sul senso del cielo e sulla terra, filosofi e poeti hanno spesso evocato l'immagine degli astri. Insieme a loro, proverò dunque a domandarmi: le stelle cadenti lasciano davve ro solo il buio? La loro luce è un inganno o una meraviglia? Posso no diventare una luminosa scuola per imparare, ancora una volta, a mirare il cielo ardere?
Masterclass tematica* con la partecipazione di Ass. KIM
Society is the happiness of life:
pensare la vita con Shakespeare
Iolanda Plescia
“La società è la felicità della vita” è una celebre battuta pronun ciata dal pedante insegnante Oloferne nella commedia shake speariana Pene d’amor perdute (Atto IV, Scena 2) che offre una straordinaria chiave di lettura per pensare e ripensare la vita attraverso l’opera del poeta e drammaturgo più rappresentativo del popolo inglese.
Dialoghi sul presente
L’alchimista
don Fabio Rosini, don Gabriele Vecchione, Fabrizia Sabbatini
Un incontro dedicato alla trasformazione interiore, nel segno dell’alchimista: colui che crede nella possibilità di un cambiamen to profondo e sa cercare l’oro nella materia grezza. Don Fabio Rosini, sacerdote e biblista, noto per aver ideato il percorso di catechesi “Le dieci Parole”, guiderà il pubblico in una riflessione sulla vita spirituale come cammino di crescita in cui ferite e cadute possono diventare occasioni di rinascita. Ne deriva un invito a guardare la propria storia con occhi nuovi, riconoscendo come la possibilità di una trasformazione sia più prossima di quanto non si creda.
Prenota gratuitamente il tuo postoConcerto
Fratellanza musicale dal rococò al contemporaneo
a cura di Giovani talenti del Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma
L. Boccherini, Quintetto in Re Maggiore G. 448
Toki Takahashi - violino primo
Alessandro Spaziani - violino secondo
Filippo De Luca - viola
Federico Albero - violoncello
Lavinia Intili - chitarra
F. A. Mirenzi, Nylon
F. Schubert, Notturno, Op. 21
Giulia Valenti - flauto
Filippo De Luca - viola
Federico Albero - violoncello
Lavinia Intili - chitarra
A. Pärt, Fratres
Giulia Valenti - flauto
Toki Takahashi - primo violino
Alessandro Spaziani - secondo violino
Filippo De Luca - viola
Federico Albero - violoncello
Lavinia Intili- chitarra
Mostra permanente su Anselm Kiefer “L’Arte sopravvivrà alle sue rovine"
Masterclass tematica* con la partecipazione di Ass. VIDAS
Quando caddero le stelle.
Scienza, nichilismo e vita in un universo senza centro né destino
Mauro Raggi
Cosa accade all’uomo quando scopre di non essere più al centro dell’universo? Per secoli la nostra immagine del cosmo è stata costruita attorno all’idea di un ordine riconoscibile: un universo leggibile, armoni co, nel quale la presenza umana sembrava occupare un posto privilegiato. La rivoluzione scientifica ha progressivamente modi ficato questa prospettiva, mostrando un cosmo immenso, in continua trasformazione, governato da leggi fisiche che non sembrano avere un fine ultimo né un destinatario. La caduta delle “stelle” non rappresenta soltanto la perdita di un’antica certezza, ma anche l’opportunità di costruire un nuovo modo di abitare il mondo: più consapevole della nostra fragilità, ma anche della straordinaria capacità umana di interrogarsi sull’origine e sul destino di tutto ciò che ci circonda.
Masterclass tematica* con la partecipazione di Ass. VIDAS
Cambiamenti climatici, dal passato uno sguardo al futuro
Laura Sadori
Il clima della Terra è il risultato di una lunga storia di trasformazio ni, cambiamenti ed equilibri dinamici che hanno accompagnato l’evoluzione del pianeta e delle forme di vita che lo abitano. Attra verso lo studio degli archivi naturali del passato, è possibile ricostruire le grandi variazioni climatiche che hanno caratterizza to la storia della Terra e comprendere come ambienti ed ecosi stemi abbiano risposto a queste trasformazioni. La masterclass propone un viaggio nel tempo per osservare il cambiamento climatico con una prospettiva più ampia: dal passato remoto agli scenari futuri, analizzando le relazioni tra clima, biodiversità e attività umane. Un’occasione per compren dere come la conoscenza della storia ambientale del nostro pianeta possa offrire strumenti preziosi per interpretare le sfide climatiche del presente e immaginare nuove forme di rapporto tra uomo e natura.
Dialoghi sul presente
Oscurità
Tutti Fenomeni, don Gabriele Vecchione, Fabrizia Sabbatini
Se respiri non è che vivi. C’è ancora qualcosa per cui vale la pena vivere? A rivelarlo sarà un’immersione nell’abisso metalinguistico di Giorgio Quarzo Guarascio, alias Tutti Fenomeni, cantautore postmoderno che ha reso il pop più mistico della mistica del pop. Un dialogo fra poesia e sinfonia, su un’asse che da Ungaretti arriva a Lermontov, fra regole sociali e suggestioni ascetico-mondane, dove l’ironia si fa lingua-scudo per raccontare il vuoto. Tragico e profetico, caustico e romantico, apocalittico, il suo canto fa i conti con l’afflato primigenio dell’arte – la ricerca di un antidoto alla morte.
Prenota gratuitamente il tuo postoSpettacolo teatrale
La ballata di un uomo qualunque
Azione scenica liberamente ispirata a La morte di Ivan Il’ič di Lev Tolstoj
scritta e diretta da Francesco d’Alfonso
con:
Giovanni Cannata
Jacopo Carta
Irene Ciani
Gabriele Enrico
scene:
Rocco Papia, Antonio Pece
costumi:
Elina Maria Vaakanainen
luci:
Paolo Jacobazzi
assistente alla regia:
Ahmed Marouani
Liberamente ispirata a La morte di Ivan Il'ič di Lev Tolstoj, La ballata di un uomo qualunque racconta la parabola di Ivan Il'ič, un uomo che ha fatto del decoro, della carriera e delle convenzioni sociali la misura della propria esistenza. A guidare questo cammino è Gerasim, il giovane servo che si fa cantore e testimone della vicenda. Attraverso il suo sguardo semplice e compassionevole, il passato di Ivan Il'ič prende forma sulla scena: i successi, il matrimonio, le ambizioni, la carriera, il desiderio di una vita ordinata e rispettabile. Attorno a lui si muovono la moglie Praskov'ja Fëdorovna e l'amico Pëtr Ivanovič, incapaci di riconoscere fino in fondo la verità della condizione umana. Come in una ballata, ricordi e frammenti di vita si intrecciano fino a comporre il ritratto di un uomo qualunque. Ma quando la malattia fa vacillare ogni ruolo e ogni certezza, Ivan Il'ič è costretto a guardare la propria vita per ciò che è stata davvero.
Prenota gratuitamente il tuo postoMostra permanente su Anselm Kiefer “L’Arte sopravvivrà alle sue rovine"
Masterclass tematica* con la partecipazione di Ass. Cenacolo
L'ambiguità del bene (e del male): tra morale, istinti e narrazioni
Tiziana Pascucci, Giorgio Nisini
Un dialogo sul confine sfumato tra bene e male, tra coscienza, desiderio e comportamento umano. Attraverso filosofia e letteratura, una riflessione sulle narrazioni con cui interpretiamo noi stessi e il mondo
Prenota gratuitamente il tuo postoDialoghi sul presente
Viaggio al termine della notte
David Le Breton, Marco Damilano,
don Gabriele Vecchione, Fabrizia Sabbatini
Un confronto dedicato alla notte come esperienza umana, nel segno di un titolo che richiama il celebre romanzo di Céline: la notte del dolore e dello smarrimento, ma anche dell’attesa di un nuovo inizio. David Le Breton, antropologo e sociologo francese, docente all’Università di Strasburgo e autore di importanti studi sul corpo e sul dolore, condurrà lo sguardo dei presenti al centro di un’indagine sull’uomo chiamato ad attraversare le proprie zone d’ombra. Un viaggio in cui l’oscurità coincide con la possibilità della ricerca di senso e lascia intravedere la speranza di una luce inattesa.
Prenota gratuitamente il tuo postoSpettacolo teatrale
La ballata di un uomo qualunque
Azione scenica liberamente ispirata a La morte di Ivan Il’ič di Lev Tolstoj
scritta e diretta da Francesco d’Alfonso
con:
Giovanni Cannata
Jacopo Carta
Irene Ciani
Gabriele Enrico
scene:
Rocco Papia, Antonio Pece
costumi:
Elina Maria Vaakanainen
luci:
Paolo Jacobazzi
assistente alla regia:
Ahmed Marouani
Liberamente ispirata a La morte di Ivan Il'ič di Lev Tolstoj, La ballata di un uomo qualunque racconta la parabola di Ivan Il'ič, un uomo che ha fatto del decoro, della carriera e delle convenzioni sociali la misura della propria esistenza. A guidare questo cammino è Gerasim, il giovane servo che si fa cantore e testimone della vicenda. Attraverso il suo sguardo semplice e compassionevole, il passato di Ivan Il'ič prende forma sulla scena: i successi, il matrimonio, le ambizioni, la carriera, il desiderio di una vita ordinata e rispettabile. Attorno a lui si muovono la moglie Praskov'ja Fëdorovna e l'amico Pëtr Ivanovič, incapaci di riconoscere fino in fondo la verità della condizione umana. Come in una ballata, ricordi e frammenti di vita si intrecciano fino a comporre il ritratto di un uomo qualunque. Ma quando la malattia fa vacillare ogni ruolo e ogni certezza, Ivan Il'ič è costretto a guardare la propria vita per ciò che è stata davvero.
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Santa Messa
presieduta da S.E Card. Baldassare Reina
Vicario Generale per la Diocesi di Roma e Arciprete della Basilica
Spettacolo teatrale
La ballata di un uomo qualunque
Azione scenica liberamente ispirata a La morte di Ivan Il’ič di Lev Tolstoj
scritta e diretta da Francesco d’Alfonso
con:
scene:
Rocco Papia, Antonio Pece
costumi:
Elina Maria Vaakanainen
luci:
Paolo Jacobazzi
assistente alla regia:
Ahmed Marouani
Liberamente ispirata a La morte di Ivan Il'ič di Lev Tolstoj, La ballata di un uomo qualunque racconta la parabola di Ivan Il'ič, un uomo che ha fatto del decoro, della carriera e delle convenzioni sociali la misura della propria esistenza. A guidare questo cammino è Gerasim, il giovane servo che si fa cantore e testimone della vicenda. Attraverso il suo sguardo semplice e compassionevole, il passato di Ivan Il'ič prende forma sulla scena: i successi, il matrimonio, le ambizioni, la carriera, il desiderio di una vita ordinata e rispettabile. Attorno a lui si muovono la moglie Praskov'ja Fëdorovna e l'amico Pëtr Ivanovič, incapaci di riconoscere fino in fondo la verità della condizione umana. Come in una ballata, ricordi e frammenti di vita si intrecciano fino a comporre il ritratto di un uomo qualunque. Ma quando la malattia fa vacillare ogni ruolo e ogni certezza, Ivan Il'ič è costretto a guardare la propria vita per ciò che è stata davvero.
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